la fine dell’editoriale o quasi

oggi Kaushik ha scritto (la (ri)tocca piano, dopo un altro post simile di qualche tempo fa che vi consiglio assolutamente):

«There is absolutely no reason your company should post any organic content on Facebook – or any Social Media channel

Io sono, ovviamente, completamente d’accordo, e ormai da più di due anni. L’epoca dei social free e dei calendari da riempire con il post quotidiano è finita da tempo, ma facciamo finta tutti di niente. È ora di ripensare a contenuti, engagement e piani editoriali avendo in mente:

  1.  il customer journey,
  2.  l’effettivo valore che sto cedendo alla mia audience (“useful, entertaining, informational content and real things”),
  3.  la produzione di contenuti che prediliga la qualità sopra la quantità, magari facendosi guidare dal paradigma Hero, Hub, Help, ancora un illustre sconosciuto anche nelle agenzie più blasonate
  4.  l’uso dell’adv per indirizzare meglio il contenuto giusto all’audience giusta nel momento giusto.

Come funziona il ranking di instagram

Gestire un social network basato su post e notizie non è mai una cosa semplice. I loro sviluppatori devono impegnarsi per far sì che ciò che viene mostrato all’utente sia qualcosa di veramente rilevante, e non solo un elenco cronologico. Prendiamo come esempio Instagram.
Il social network di proprietà di Facebook è passato da un sistema d’ordinamento cronologico a un nuovo algoritmo influenzato dalla persona già nel 2016, dato che questo causava agli utenti la perdita del 70 percento di tutti i post e il 50 percento dei post dei loro amici. L’adozione del nuovo sistema – cronologico misto agli interessi dell’utilizzatore – è riuscito a portare i suoi utilizzatori a compiere maggiori interazioni, proponendo contenuti molto più interessanti per quel preciso momento della loro vita.

Sai già se Instagram è adatto alla tua azienda?

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social media centre

Social Command Centre per la tua azienda o il tuo evento

I Social Media assumono un ruolo importante per la crescita del business aziendale. Quali canali di comunicazione con i consumatori, che li utilizzano in maniera massiva, si collocano come potenti strumenti che oggi più che mai coinvolgono gli utenti nei processi di consolidamento della Brand Reputation. Questo spinge le aziende a comunicare con i clienti attraverso i Social Network, ad identificare gli influenzatori digitali nei propri ambiti e settori, a promuovere il dialogo attivo con le comunità online.

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Facebook contro l’acchiappa interazioni

L’algoritmo di Facebook, che smista i contenuti che ogni iscritto vede, è oggetto di modifiche costanti. L’ultima in ordine di tempo ed importanza è volta a penalizzare il cosiddetto “engagement baiting“. Dopo aver scoraggiato il “link baiting” ossia i post ingannevoli usati per portare visite ad un sito, il social network ora prova a combattere i post “acchiappa-interazioni”.
Sono quelli che contengono frasi del tipo “metti mi piace se…”, “condividi se anche tu…”, “vota X se…”, “tagga un amico…”. Si tratta di pratiche molto comuni purtroppo anche tra gli amministratori di pagine aziendali italiane che, per qualche interazione in più, perdono di vista la qualità dei contenuti e l’identità del brand.

Da oggi i post “acchiappa-interazioni” scritti da profili e pagine verranno etichettati come di bassa qualità e di conseguenza la loro circolazione subirà una battuta d’arresto. Oltre ai singoli post verranno sanzionate anche le pagine che fanno largo uso di questa tipologia di contenuto. Ciò determinerà un abbassamento della loro visibilità all’interno della piattaforma.
Sotto la scure dell’algoritmo non dovrebbero ricadere i post che chiedono aiuto nei casi di persone scomparse, denaro per buone cause, consigli di viaggio. Per individuare i post “ingannevoli” Facebook ha addestrato un modello di machine learning con migliaia di post di bassa qualità, ma gli errori potranno sempre succedere.
Quindi il consiglio é di abbandonare qualsiasi pratica borderline tesa ad ottenere facili reazioni, puntando su articoli utili per il vostro pubblico di riferimento.

Abbassare il prezzo è una strategia suicida per la tua azienda

La maggioranza dei piccoli imprenditori italiani quando si parla di strategie di prezzo nel marketing per la loro azienda navigano veramente nel buio.

Non hanno la minima idea di quello che dovrebbero chiedere e di come dovrebbero prezzare i loro prodotti. Vanno completamente a casaccio seguendo le presunte regole del loro settore tipo :“Vendi a 4 quello che paghiamo 1” tipico di alcune attività nel food, oppure semplicemente fanno rudimentali ricerche di mercato. Ricerche di mercato che si limitano a guardare quello che fa la concorrenza più prossima e creare dei prezzi leggermente più bassi.

Se le cose non girano immediatamente come stanno sperando o se per qualche motivo la loro attività gira meno bene del previsto cosa fanno: ma semplice, abbassano i prezzi. Questa mossa geniale porta a una riduzione dei margini che mette in pericolo l’attività stessa. Allora in una spirale senza fine dopo aver abbassato i prezzi, si rivolgono anche a fornitori che offrono prodotti e materie prime di qualità più bassa a un costo minore.

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Il business Plan – vendere per guadagnare

un articolo di Giovanni Cappellottto molto interessante che analizza come portare profitto in azienda…e ci regala un business plan per capire se la nostra idea imprenditoriale e valida

Di sconti si muore e di profitto si vive – vendere per guadagnare business plan

Sembra banale dire che si vende per guadagnare e per avere un profitto. Ma mi rendo conto che non è così banale come sembra. Ho sempre una preoccupazione costante, nel mio lavoro di consulente, quando seguo un progetto per un’azienda e quando tengo dei corsi a diversi livelli. Avere ben chiaro che tutte le azioni che facciamo abbiano come obiettivo principale portare profitto all’azienda.

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Il multitasking a lavoro

Il multitasking al tempo dei social

Oggi leggiamo mail, guardiamo le ultime notizie su Facebook, intanto prendiamo un caffè, aspettando di prendere un treno. S chiama Multitasking, fare più cose contemporaneamente illudendoci di riuscire a fare tutto nel minor tempo possibile. Ma l’unica cosa certa è che ci sentiamo più stanchi.

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VPM-Net.IT

Il Marketing è GUERRA. 

In una guerra di marketing due o più aziende combattono per il controllo dei clienti.

Ma c’è un problema…

Mentre le guerre finiscono, una guerra di Marketing non finisce MAI.

E se continui a dirigere il tuo marketing al tuo cliente – orientandoti a lui, e a lui soltanto, ascoltando esigenze, bisogni e dandogli, a prescindere, soluzioni (qualsiasi esse siano), sei destinato a morire e a lasciare cadaveri lungo la strada.

Se invece cominci a capire che OGGI puoi vincere nel tuo settore (anche se sei più piccolino) – semplicemente creando un Marketing orientato alla concorrenza – allora abbiamo grosse chance di vincere la battaglia.

Simpson Family

Tutto il cinema citato dai Simpson.

Il video in questione è diventato virale e, nel giro di poche ore, ha totalizzato centinaia di migliaia di visualizzazioni. L’idea è di Celia Gómez Villán, ex studentessa di Comunicazione Audiovisuale all’Università di Salamanca in Spagna con master di montaggio cinematografico del Centro Universitario di Arte e Spettacolo Tai di Madrid.

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